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Responsabilità solidale negli appalti, un ddl per ripristinarla


Ripristinare totalmente la responsabilità solidale negli appalti, eliminando le deroghe in materia, individuando clausole favorevoli ai lavoratori ed escludendo dalle gare di appalto le imprese condannate in via definitiva per violazione delle disposizioni in materia di responsabilità solidale. Questo ciò che prevede la proposta di legge del presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, sottoscritta fra gli altri dal deputato Pd romagnolo Tiziano Arlotti, per risolvere le criticità sollevate dai referendum della Cgil. Con il referendum proposto la Cgil chiede l’abrogazione delle norme che limitano la responsabilità solidale degli appalti per difendere i diritti dei lavoratori coinvolti in processi di esternalizzazione, assicurando loro tutela dell’occupazione nei casi di cambi d’appalto e contrastando le pratiche di concorrenza sleale assunte da imprese non rispettose del dettato formativo. L’obiettivo è rendere il regime di responsabilità solidale omogeneo, applicabile in favore di tutti i lavoratori a prescindere dal loro rapporto con il datore di lavoro. Infatti, gli interventi legislativi più recenti (quelli del 2012 e del 2014) hanno da un lato disciplinato la facoltà per la contrattazione collettiva nazionale di derogare alle previsioni normative in materia di solidarietà, dall’altro previsto un meccanismo processuale che consente al committente di invocare il beneficio della preventiva escussione del debitore principale, e cioè di pretendere che il creditore (lavoratore o ente previdenziale) per ottenere soddisfazione del proprio credito debba aggredire preventivamente il patrimonio del debitore principale (appaltatore o subappaltatore), e solo ove questo risulti incapiente possa aggredire il patrimonio del committente. La proposta di legge ripristina una norma della legge Biagi resa operativa nel 2007 dal Governo Prodi: la responsabilità solidale in capo al committente per tutta la catena degli appalti in modo da tutelare le retribuzioni dei lavoratori e i contributi previdenziali. Il Ddl prevede che, in caso di appalto di opere e servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro sia obbligato in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno di eventuali subappaltatori a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, i contributivi previdenziali e i premi assicurativi.Il testo mira inoltre a stimolare la contrattazione tra le associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative del settore, affinché possano individuare clausole di maggior favore per i lavoratori. Altro aspetto importante, infine, è l’esclusione dalle gare di appalto indette dalle amministrazioni pubbliche le imprese condannate in via definitiva per violazione delle disposizioni in materia di responsabilità solidale.


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