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Nuovo Codice Appalti, il Parlamento va incontro ai progettisti


Il Parlamento accoglie le richieste di modifica del nuovo Codice Appalti avanzate dai progettisti. Incentivi per i giovani che partecipano ai concorsi di progettazione, obbligo di affidare con gara i servizi di ingegneria e architettura oltre i 100 mila euro, compensi determinati sulla base del Decreto Parametri ed eliminazione della cauzione a corredo dell’offerta sono le modifiche suggerite dalle Commissioni Lavori Pubblici del Senato e Ambiente della Camera, che dovranno ora essere recepite dal Governo. Il nuovo Codice Appalti, lo ricordiamo, introduce il concorso di progettazione come strumento da adottare in caso di interventi complessi o di particolare rilievo dal punto di vista architettonico o paesaggistico. Se le modifiche introdotte dal Parlamento saranno accolte, dopo la prima fase di presentazione delle proposte, saranno scelti al massimo dieci soggetti, progettisti singoli o a gruppi, che parteciperanno alla seconda fase in cui sarà redatto il progetto definitivo. Sul totale dei partecipanti, almeno tre dovranno essere iscritti agli Albi professionali da meno di cinque anni. A loro verrà corrisposto un rimborso spese pari al 50% degli importi previsti per le spese tecniche. Per gli altri professionisti il rimborso spese sarà pari al 25%.Rispetto all’impostazione iniziale si pone un limite alle proposte che possono accedere alla seconda fase, si incentiva la partecipazione dei giovani progettisti e si introduce l’obbligo del rimborso spese. I servizi di ingegneria e architettura di importo compreso tra 40 mila e 100 mila euro potranno essere affidati con procedura negoziata, invitando almeno cinque operatori. Sopra i 100 mila euro si dovrà ricorrere alla procedura aperta o ristretta. È stato quindi abbassato il tetto che fa scattare l’obbligo di bandire una gara ad evidenza pubblica. Nella versione iniziale il limite era 209 mila euro, ma i progettisti avevano lamentato che in questo modo si sarebbe sottratto alle gare il maggior numero degli affidamenti. I compensi dei professionisti da porre a base di gara dovranno essere determinati secondo il Decreto Parametri (DM 143/2013) . L’obbligo non era invece previsto dalla versione iniziale, in base alla quale il Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, avrebbe approvato le tabelle dei corrispettivi, che sarebbero poi state utilizzate a discrezione delle stazioni appaltanti. I professionisti hanno però ricordato che i criteri per la determinazione dei compensi sono stati fissati dal Decreto Parametri. L’anno scorso inoltre l’Anac ha ribadito l’obbligo di rifarsi a quanto previsto dal DM per fissare i compensi da porre a base di gara. Per i servizi di progettazione, redazione del piano di sicurezza e coordinamento e per i compiti di supporto alle attività del Responsabile unico del procedimento (RUP) non si dovrà versare la cauzione a corredo dell’offerta pari al 2% del prezzo base indicato nel bando. Viene quindi operata una differenziazione tra i servizi di ingegneria e architettura e gli appalti di servizi in generale. Il Parlamento ha quindi accolto le richieste dei progettisti, che avevano da subito giudicato la cauzione un onere inutilmente gravoso, soprattutto per gli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria di importo inferiore alla soglia comunitaria (209mila euro).

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