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Qualificazione Stazioni Appaltanti, Requisiti dei progettisti, Ribassi anomali: la posizione dell’OICE

June 1, 2016

 

Con la pubblicazione del nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs. n. 50/2016) molte sono le regole ad essere cambiate per professionisti, imprese e pubbliche amministrazioni. Al fine di fare il punto della situazione, abbiamo incontrato il Presidente OICE Gabriele Scicolone che ha risposto ad alcune nostre domande in merito:

  • alla qualificazione delle stazioni appaltanti e il nuovo rapporto fra progettista e committente;

  • ai requisiti dei progettisti e la gestione delle gare

  • ai ribassi anomali

In riferimento al primo punto, il Presidente Scicolone ha chiarito che “Il nuovo codice mette al centro anche il tema delle stazioni appaltanti, ne prevede una loro riduzione e accorpamento come centrali di committenza a vari livelli e con diverse modalità e introduce un concetto del tutto innovativo come quello della loro qualificazione attraverso l’albo gestito dall’ANAC“. L’art. 37 (Aggregazioni e centralizzazione delle committenze) del nuovo Codice prevede, infatti, l’obbligo per le stazioni appaltanti non in possesso della necessaria qualificazione prevista al successivo art. 38 (Qualificazione delle stazioni appaltanti e centrali di committenza) di procedere all’acquisizione di forniture, servizi e lavori ricorrendo a una centrale di committenza ovvero mediante aggregazione con una o più stazioni appaltanti aventi la necessaria qualifica. ”Finalmente – afferma Scicolone – si comprende che non tutte le amministrazioni possono bandire gare pubbliche; alcune sono competenti e strutturate egregiamente per svolgere questo compito, altre no. Per noi è un passaggio fondamentale: il progettista e ogni operatore economico vuole un committente competente, strutturato e capace con cui dialogare. Un’amministrazione preparata e affidabile, quindi, ma anche un’amministrazione che si ponga sullo stesso piano dell’operatore economico, troppo spesso invece in posizione di debolezza e sudditanza contrattuale”. Come specificato dal Presidente OICE “Si tratta di un punto molto importante che a nostro parere deve costituire un elemento innovativo rispetto al passato visto che il decreto 50 ha affidato – come accennato in precedenza – all’ANAC anche il compito di predisporre “contratti-tipo”. Va colta appieno questa occasione per fare sì che il rapporto fra amministrazione e operatore economico divenga realmente paritario, e che quindi poggi su contratti chiari e trasparenti, in cui le prestazioni “corrispettive” siano ben definite in relazione alla tempistica di svolgimento delle attività e alle conseguenti responsabilità, come avviene nei contratti internazionali“. Interessante il concetto relativo alla progettazione interna alla pubblica amministrazione, da sempre dibattuto non tanto per il famigerato incentivo del 2% alla progettazione (eliminato dal Codice), quanto per i requisiti che i progettisti devono possedere, siano essi pubblici che privati. “Parità dei rapporti contrattuali – afferma Scicolone – ma anche parità della qualificazione fra progettisti e amministrazioni che progettano: ancorché senza l’incentivo del 2% è importante che i progettisti interni alla P.A. siano qualificati come lo sono quelli esterni e questo semplicemente per una ragione: garantire la stessa qualità progettuale che si chiede all’esterno“. In riferimento ai requisiti dei progettisti, il Presidente OICE ha parlato di “una tendenza alla destrutturazione dell’offerta di servizi di ingegneria, realizzata attraverso la riduzione dei livelli di qualificazione, già dimezzati nel 2001 con il dpr 207: tutto questo è in controtendenza rispetto a quanto avviene nel resto del mondo e porterà inevitabilmente il nostro settore ad un ruolo marginale quando si affaccerà all’estero“. ”Qualcuno ha acutamente notato – ha continuato Scicolone – che le regole sugli appalti pubblici costituiscono una leva di politica industriale per l’intero settore. La stessa Unione europea lo mise in luce già nel “Libro verde” uscito nel 2011 che portò poi alle proposte di direttive successivamente approvate nel 2014. Che il Governo e il Parlamento usino gli appalti pubblici per destrutturare l’offerta di servizi di ingegneria ci sembra un non sense”. In tal senso la gestione delle gare si complicherà e come lo stesso Presidente OICE fa notare “il problema più rilevante lo avrà l’amministrazione che dovrà bandire le gare perché ridurre i requisiti, peraltro ormai sempre dimostrabili attraverso avvalimento e con i raggruppamenti, significa soltanto abbassare il livello qualitativo e professionale dell’offerta e bloccare le gare. Affidare contratti sopra i 40.000 euro con l’OEPV gestendo 100 offerte sarà impossibile. Per questo riteniamo essenziale proporre, come abbiamo chiesto all’ANAC nella consultazione pubblica sulle linee guida, che – come accade all’estero – almeno per le gare oltre i 100.000 euro, si applichino in via ordinaria le short list, con un massimo di 15/20 offerenti, scelti metà a sorteggio e metà con criteri oggettivi. Così facendo la gara risulterà gestibile con metodi come il confronto a coppie“.Per quanto concerne, le offerte anomale e i ribassi eccessivi, il Presidente Scicolone fa notare che “È vero che il massimo ribasso è vietato, ma comunque il prezzo è un elemento di valutazione dell’OEPV e quindi occorre intanto limitarne l’impatto (al massimo un 30% del totale dei punti), ma soprattutto – pescando anche in questo caso dall’esperienza internazionale – occorre introdurre stabilmente i cosiddetti punteggi soglia per le valutazioni tecniche e ammettere all’apertura delle buste economiche soltanto gli offerenti che hanno superato la soglia minima fissata dalla stazione appaltante“.

 

Secondo il Presidente OICE questo avrà 3 evidenti vantaggi:

  1. l’innalzamento della qualità delle offerte;

  2. la riduzione del livello dei ribassi;

  3. il probabile annullamento delle “combines”.

“Nel codice – afferma il Presidente OICE – il cosiddetto “decreto parametri” è ritenuto facoltativo; nelle linee guida, con una certa forzatura da noi condivisa, si è reso il D.M. 143/2013 obbligatorio. A questo devono però accompagnarsi sanzioni per le stazioni appaltanti che sottostimano le prestazioni perché non si può certo chiedere qualità ai progettisti, progetti accurati e dettagliati, calcolando al 65% in meno (come abbiamo visto fare) l’importo a base di gara. Quasi la metà delle lettere di segnalazione di bandi anomali (47%) che l’ ufficio legale OICE invia alle stazioni appaltanti riguarda problemi di sottostima dei corrispettivi. Non è un caso che il nostro osservatorio sui bandi di gara, attivo dal 1994, fornisce un dato del ribasso medio in gara che si aggira interno al 40%”.

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