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CODICE APPALTI, IL DEF DELINEA LA RIFORMA


La riforma del Codice Appalti trova posto nel Documento di economia e finanza 2018 anticipando le intenzioni di semplificazione del Governo. Il documento prevede inoltre una task force sugli investimenti pubblici e un piano per le infrastrutture basato sulle piccole opere diffuse. Ma alla Commissione Europea la manovra non piace perchè ritiene rischiosa la prospettiva di elevare il deficit al 2,4%. Nonostante le rassicurazioni del Governo italiano, a Bruxelles la manovra italiana continua a non piacere. Il Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha inviato una lettera alla Commissione Europea, spiegando che il deficit passerà dal 2,4% del 2019 al 2,1% del 2020 e all’1.8% nel 2021. Questo perché, secondo le previsioni dell’Esecutivo, i maggiori investimenti previsti porteranno ad una crescita dell’1,5% nel 2019, dell’1,6% nel 2020 e dell’1,4% negli anni successivi”. La Commissione Europea ha risposto, con un’altra lettera inviata sabato, che con il deficit al 2,4% il saldo strutturale peggiorerà di 0,8 punti, invece di migliorare come richiesto. Bruxelles ha ricordato che l’Italia si è impegnata “ad assicurare che il tasso di crescita nominale della spesa netta primaria non superi lo 0,1% nel 2019, che corrisponde ad un aggiustamento strutturale di 0,6% del Pil nel 2019” e ha chiesto quindi di attenersi agli accordi. Il Governo italiano non sembra intenzionato a cambiare strada. Il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, ha commentato con un “non arretriamo”.

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