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Codice dei contratti: Il CIPE approva il decreto del MIT sulla programmazione dei lavori pubblici


Successivamente alla registrazione alla Corte dei Conti del 12 giugno, sulla Gazzetta ufficiale n. 147 del 26 giugno 2017 è stata pubblicata la Delibera 3 marzo 2017 del Comitato interministeriale per la programmazione economica recante “Parere sullo schema di decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze «Regolamento recante procedure e schemi tipo per la redazione e la pubblicazione del programma triennale dei lavori pubblici, del programma biennale per l’acquisizione di forniture e servizi e dei relativi elenchi annuali e aggiornamenti annuali», ai sensi dell’articolo 21, comma 8 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. (Delibera n. 24/2017).)”. Sullo schema di decreto si era già pronunciato il Consiglio di Stato con parere n.351 del 13/02/2017. Nel parere, il Consiglio di Stato ha chiesto al Governo di introdurre, nel testo definitivo del decreto stesso, misure adeguate per verificare, successivamente all’entrata in vigore del regolamento, il conseguimento degli obiettivi della programmazione. Difatti – afferma il Consiglio – si tratta di “una funzione cruciale dalla quale dipende il successo dell’intero intervento di riforma”, e, in particolare, la “effettiva e drastica riduzione delle opere incompiute”. Tra le altre osservazioni, è stata chiesta una maggiore chiarezza nella definizione stessa delle “opere incompiute”, al fine di superare le incertezze che caratterizzano la disciplina vigente, ed è stato raccomandato un migliore coordinamento fra la programmazione triennale e la predisposizione dell’elenco delle stesse opere incompiute.Il Parere esamina tutti gli articoli del decreto indicando per ognuno eventuali osservazioni disponendo, anche, che la trasmissione del parere al Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DAGL). Arriva adesso il parere del CIPE e dalla lettura dello stesso è possibile notare una cosa abbastanza strana. Relativamente all’articolo 2 del decreto stesso si legge testualmente “l’art. 2 introduce le definizioni di «progetto di fattibilità tecnica ed economica» e di «documento di fattibilità delle alternative progettuali», rinviando alla disciplina di cui all’art. 23, comma 5, del Codice e al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, in attuazione del medesimo art. 23, comma 3”; orbene la definizione «documento di fattibilità delle alternative progettuali» è stata introdotta dal decreto correttivo di cui al d.lgs. n. 56/2017 del 19 aprile 2017 approvato dal Consiglio dei Ministri del 13 aprile 2017. Non c’è traccia di tale definizioni nello schema di decreto inviato al Consiglio di Stato ed è lecito quindi, pensare che il decreto sia stato modificato successivamente. L’art. 21, comma 8 del D.Lgs. n. 50/2016, come modificato dal D.Lgs. n. 56/2017, prevede la pubblicazione di un decreto del MIT, che avrebbe dovuto essere adottato entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del Codice (quindi entro il 18 luglio 2016), che, in riferimento al Programma degli acquisti e programmazione dei lavori pubblici, dovrà definire:

  • le modalità di aggiornamento dei programmi e dei relativi elenchi annuali;

  • i criteri per la definizione degli ordini di priorità, per l’eventuale suddivisione in lotti funzionali, nonché per il riconoscimento delle condizioni che consentano di modificare la programmazione e di realizzare un intervento o procedere a un acquisto non previsto nell’elenco annuale;

  • i criteri e le modalità per favorire il completamento delle opere incompiute;

  • i criteri per l’inclusione dei lavori nel programma e il livello di progettazione minimo richiesto per tipologia e classe di importo;

  • gli schemi tipo e le informazioni minime che essi devono contenere, individuate anche in coerenza con gli standard degli obblighi informativi e di pubblicità relativi ai contratti;

  • le modalità di raccordo con la pianificazione dell’attività dei soggetti aggregatori e delle centrali di committenza ai quali le stazioni appaltanti delegano la procedura di affidamento.

Lo schema di decreto è costituito da 11 articoli e 2 allegati:

  • articolo 1 – Oggetto

  • articolo 2 – Definizioni

  • articolo 3 – Contenuti, livello di progettazione minimo, ordine di priorità, del programma triennale dei lavori pubblici, sei relativi elenchi annuali e aggiornamenti

  • articolo 4 – Criteri di inclusione delle opere pubbliche incompiute nei programmi triennali di lavori pubblici e nei relativi elenchi annuali

  • articolo 5 – Modalità di redazione, approvazione, aggiornamento e modifica del programma triennale dei lavori pubblici e del relativo elenco annuale. Obblighi informativi e di pubblicità

  • articolo 6 – Contenuti, ordine di priorità del programma biennale degli acquisti di forniture e servizi

  • articolo 7 – Modalità di redazione, approvazione, aggiornamento e modifica del programma biennale degli acquisti di forniture e servizi. Obblighi informativi e di pubblicità

  • articolo 8 – Modalità di raccordo con la pianificazione dell’attività dei soggetti aggregatori e delle centrali di committenza ai quali le stazioni appaltanti delegano la procedura di affidamento

  • articolo 9 – Disposizioni transitorie e finali

  • articolo 10 – Clausola di invarianza finanziaria

  • articolo 11 – Entrata in vigore

I due allegati definiscono:

Allegato I – Schemi – tipo per la programmazione triennale dei lavori pubblici

  • A: quadro delle risorse necessarie alla realizzazione dei lavori previsti dal programma, articolate per annualità e fonte di finanziamento;

  • B: elenco delle opere pubbliche incompiute

  • C: elenco degli immobili disponibili di cui agli articoli 21, comma 5 e 191 del Codice, ivi compresi quelli resi disponibili per insussistenza dell’interesse pubblici al completamento di un’opera incompiuta;

  • D: elenco dei lavori del programma con indicazione degli elementi essenziali per la loro individuazione;

  • E: lavori che compongono l’elenco annuale, con indicazione degli elementi essenziali per la loro individuazione;

  • F: elenco dei lavori presenti nel precedente elenco annuale per le fattispecie di cui ai commi 2 e 3 dell’articolo 5

Allegato II – Schemi – tipo per la programmazione biennale degli acquisti di forniture e servizi

  • A: quadro delle risorse necessarie alle acquisizioni previsti dal programma, articolate per annualità e fonte di finanziamento;

  • B: elenco degli acquisti del programma con indicazione degli elementi essenziali per la loro individuazione. Nella scheda sono indicati le forniture e i servizi connessi ad un lavoro di cui agli articoli da 3 a 5, riportandone il relativo CUP

  • C: elenco dei acquisti presenti nella precedente programmazione biennale per le fattispecie di cui ai commi 2 e 3 dell’articolo 7

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