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BIM Obbligatorio dal 2019: consultazione pubblica fino al 3 luglio 2017


Al via dal 2019 la progettazione computerizzata BIM. Dal’1 gennaio 2019, infatti, il BIM diventa obbligatorio per i lavori complessi oltre i 100 milioni di euro, mentre per le piccole opere, fino a 1 milione di euro la progettazione obbligatoria con il BIM partirà dal 2025.

Da tali date, per tutti gli appalti scatterà il vincolo della piattaforma di inter-operabilità, per i capitolati informativi predisposti dalle stazioni appaltanti. Prosegue dunque il processo di digitalizzazione del settore degli appalti e delle concessioni pubbliche, che il Ministero delle infrastrutture ha messo in atto, previsto dal codice dei contratti pubblici (31 dicembre 2016).

Il Decreto Bim

Nella bozza di decreto ci saranno le modalità di applicazione della metodologia Building information modeling, ovvero il sistema di informatizzazione tridimensionale dei processi costruttivi, dalla progettazione al cantiere. Il testo, che attua il disposto dell’art, 23 comma 13 del Codice dei contratti (decreto 50/2016), è stato messo a punto dalla Commissione presieduta da Pietro Baratono, provveditore alle opere pubbliche della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, e composta da rappresentanti delle amministrazioni pubbliche, del mondo accademico e delle professioni tecnico-scientifiche.

BIM obbligatorio per tutti dal 2025

Il decreto in consultazione ha lo scopo di definire modalità e i tempi di progressivo utilizzo del BIM da estendere a tutte le stazioni appaltanti, le amministrazioni concedenti, gli operatori economici; con l’obbligatorietà, entro il 2025, dell’uso dei metodi e strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, in particolare negli appalti di lavori e nelle concessioni di lavori pubblici.

Il BIM in Italia e nella Ue

Secondo una nota del Ministero delle infrastrutture, a parte la Danimarca, il Regno Unito, e meno in Spagna e Germania, l’utilizzo del BIM obbligatorio nel resto d’Europa è ancora contenuto. Attraverso le indicazioni del Ministero delle infrastrutture, l’Italia rappresenta un significativo precedente in Europa sulla estensione dell’obbligatorietà dei metodi e degli strumenti di modellazione grafica per la gestione informatizzata dei lavori pubblici. Un percorso verso la informatizzazione delle procedure di progettazione all’avanguardia, che, se intrapreso anche da altri Paesi Europei, potrebbe estendere trasparenza e rintracciabiltà su tutte le reti degli appalti in Ue.

Lo schema del decreto

Lo schema di decreto si compone di nove articoli con:

  • le finalità dell’utilizzo del BIM;

  • le definizioni;

  • gli adempimenti preliminari delle stazioni appaltanti, come il piano di formazione del personale, piano di acquisizione o di manutenzione degli strumenti hardware e software di gestione digitale;

  • l’interoperabilità delle piattaforme;

  • l’utilizzo facoltativo dei metodi e strumenti elettronici di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture;

  • i contenuti del capitolato allegato alla documentazione di gara;

  • le modalità per la nomina di una commissione finalizzata al monitoraggio in fase di applicazione del decreto.

Per quanto riguarda le tempistiche, sono state previste le seguenti scadenze:

  • 01/01/2019 – per i lavori complessi (oltre 100 milioni);

  • 01/01/2020 – per lavori da 50 a 100 milioni e, a seconda degli importi;

  • 01/01/2025 – ultima data, per lavori minori e fino a un milione di euro.

Trasparenza, condivisione, rintraccabilità

Elemento centrale della procedura BIM è la redazione del capitolato informativo in capo alla stazione appaltante e soprattutto la definizione di un ambiente di condivisione dei dati, dove tutti i dati sono prodotti, raccolti e condivisi in base a criteri contrattuali, a principi giuridici sulla tutela della proprietà intellettuale, nonché tutelati da dispositivi di protezione della sicurezza dei dati. Tutti dati informatizzati caratterizzati da traparenza, tracciabilità dei vari attori, transazioni amministrative e di cantiere in termini informativi.

Consultazione pubblica sul web, poi il via

Prima del via definitivo, sulla bozza di decreto, il Ministero ha aperto una consultazione pubblica, disponibile dal 19 giugno 2017 al 3 luglio 2017. Successivamente, vagliate le osservazioni e i pareri, il decreto sarà emanato.

#bim

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