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Codice Appalti, parametri non più obbligatori nelle gare di progettazione


Addio per sempre ai parametri obbligatori nelle gare di progettazione. Le Amministrazioni che intendono affidare servizi di ingegneria e architettura non saranno tenute a rispettare i criteri facoltativi per determinare i compensi dei professionisti. In realtà l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) sostiene il contrario. E lo fa con le linee guida sui servizi di ingegneria e architettura, attuative del Codice Appalti, approvate definitivamente nei giorni scorsi, in cui si leggono una serie di riferimenti normativi che portano l’Anac a ribadire l’obbligatorietà dei parametri. Ma il Consiglio di Stato ha chiarito che le linee guida non sono vincolanti. Quindi possono offrire un supporto nell’interpretazione del quadro normativo, senza dettare regole obbligatorie. Questo significa che le Amministrazioni devono rispettare solo le regole contenute nel Codice Appalti (D.lgs.50/2016) e nel DM 17 giugno 2016 (il nuovo Decreto Parametri che ha sostituito il DM 143/2013. I parametri contenuti nel decreto sono, quindi, solo una possibilità a disposizione della Stazione Appaltante, che può determinare i compensi dei professionisti anche utilizzando metodi alternativi. Secondo l’Anticorruzione l’utilizzo del Decreto Parametri deve essere obbligatorio perché così stabilisce il DL 1/2012 (convertito nella Legge 27/2012) con cui sono state abolite le tariffe professionali. L’obbligatorietà deriva, sostiene l’Anac, dalla necessità di evitare che le Amministrazioni usino criteri di riferimento troppo diversi tra loro, arrivando a soluzioni che non assicurano la qualità della prestazione. I parametri restano quindi in vita per le Stazioni Appaltanti che vogliono utilizzarli. I compensi potranno essere determinati attraverso la sommatoria dei prodotti tra il costo delle singole categorie componenti l’opera «V», il parametro «G» corrispondente al grado di complessità delle prestazioni, il parametro «Q» corrispondente alla specificità della prestazione distinto in base alle singole categorie componenti l’opera e il parametro base «P». Nella pratica però, molte Amministrazioni hanno già dimostrato di non volerli utilizzare neanche quando erano obbligatori. Nel tempo ci sono state molte segnalazioni di bandi che non contenevano nessun riferimento ai parametri. I parametri non sono l’unico argomento su cui le linee guida dell’Anac cerca di dare delle indicazioni. Ci sono altri contenuti che vertono sulla sicurezza e sui requisiti per la partecipazione alle gare. Le linee guida dell’Anac raccomandano la presenza di un geologo nel team di progettazione. Le Stazioni Appaltanti possono individuarlo contestualmente alla procedura per la scelta dei professionisti cui affidare l’incarico di progettazione o con una gara separata. Dopo la selezione principale se ne può quindi svolgere un’altra per l’affidamento della relazione geologica. Nelle linee guida l’Anac suggerisce di sostituire la richiesta di un fatturato minimo con una copertura assicurativa contro i rischi professionali calcolata in base al costo delle opere da progettare. Secondo l’Anticorruzione, inoltre, iIl fatturato minimo non può mai superare il doppio dell’importo a base di gara. Per facilitare l’ingresso di nuovi professionisti nel mercato, l’Anac ha chiesto infine criteri di valutazione idonei a valorizzare gli elementi innovativi delle offerte.

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