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Nuovo Codice Appalti, Oice: ‘subito bandi e contratti tipo’


La riforma del Codice Appalti è positiva, ma ora serve una rapida attuazione per dare certezze agli operatori, bandi tipi e contratti tipo sul modello di quelli internazionali, un adattamento del rating di impresa ai settori di interesse e qualche aggiustamento su consorzi stabili, RUP e soccorso istruttorio. È il giudizio che l’Oice, l’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria, ha espresso. Particolarmente positivo il giudizio sulla valorizzazione del progetto e la sua centralità, presente sia nel nuovo Codice Appalti sia nelle linee guida, sull’offerta economicamente più vantaggiosa e l’introduzione del BIM. Per il Presidente dell’OICE, Gabriele Scicolone, “L’entrata in vigore del nuovo codice dei contratti pubblici ha rappresentato per tutto il nostro settore una novità di grande impatto e rilievo e di questo dobbiamo dare atto a Governo e Parlamento. Elementi come la valorizzazione della fase progettuale, la qualificazione delle stazioni appaltanti, l’affidamento dei lavori sulla base di un progetto esecutivo accuratamente predisposto e verificato, l’aggiudicazione delle gare di ingegneria e architettura con il criterio dell’OEPV, il rafforzamento del ruolo dell’ANAC, la riallocazione delle funzioni delle stazioni appaltanti, l’introduzione graduale del BIM rappresentano per l’OICE un valore assoluto e rispondono ad una reale esigenza del mercato. ”Più prudente la valutazione dei primi mesi di applicazione del nuovo Codice Appalti. “Come tutte le riforme – ha detto Scicolone – il nuovo codice è perfettibile, ma allo stesso tempo necessita di un periodo di metabolizzazione da parte sia degli operatori economici, sia delle stazioni appaltanti. Ed è anche normale che vi sia stata una diminuzione dei bandi (circa il 45% nel nostro settore). A ciò vanno aggiunti, peraltro, anche i tempi necessari per passare dal vecchio regolamento del codice (dpr 207/2010) alla cosiddetta “soft law” affidata a numerosi e più flessibili provvedimenti. Proprio su questo aspetto abbiamo apprezzato i contenuti delle linee guida ANAC, che hanno recuperato molti profili del dpr 207 e che hanno dato un positivo elemento di chiarezza nel senso della trasparenza e della tutela del mercato. L’OICE è pronta a collaborare, come sempre ha fatto, sia nell’attuazione dei provvedimenti sia per eventuali miglioramenti, nel segno della certezza del diritto e della chiarezza delle norme, consapevole però che centralità del progetto, concorrenza e trasparenza devono costituire principi di riferimento inderogabili per tutti. L’obiettivo finale è quello di riportare l’Italia ai livelli di sviluppo infrastrutturale della media europea, non soltanto guardando a quanto le nostre imprese fanno all’estero ma cercando di creare in Italia le opportunità che esse hanno ben saputo cogliere oltre confine.” Riferendosi a questo processo di miglioramento, il Vice Presidente OICE per gli sviluppi legislativi, Giorgio Lupoi, ha chiesto al Governo di modificare la disciplina sui consorzi stabili che “ci sembra molto penalizzante e non viene incontro all’esigenza di fare crescere il settore e le sinergie stabili fra chi opera sul mercato”. Lupoi ha sollecitato anche la “trasformazione dei RUP in effettivi project manager, qualificati per quanto hanno fatto in passato e supportati da chi fa ingegneria e architettura e non da società di consulenza che nulla sanno del nostro mercato, con la possibilità di sceglierli sul mercato”. Secondo Lupoi “va resa più ampia e meno penalizzante la disciplina del soccorso istruttorio, usato spesso dalle amministrazioni per “fare cassa” e adattato il rating di impresa alle peculiarità dei singoli settori.Lupoi ha chiesto infine all’Anac di “emanare al più presto dei bandi-tipo e contratti-tipo ispirati alle best practices internazionali affinché con le qualifiche acquisite in Italia i nostri progettisti possano presentarsi adeguatamente qualificati all’estero”.

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