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Nuovo Codice Appalti: tutte le news


Il Nuovo Codice Appalti è stato pubblicato il 19 aprile sulla Gazzetta Ufficiale (decreto legislativo 50/2016). Le novità principali rispetto al testo iniziale del 3 marzo sono: 1) è stato inserito il tetto del 30% al subappalto, 2) non è stato previsto il riferimento obbligatorio al DM Parametri, 3) non sono state abbassate le soglie per il massimo ribasso e la procedura negoziata, rimaste ferme a un milione di euro. Entrano in vigore dal 20 aprile (e non più dal 19, vedi sotto): 1) l’aggiudicazione con l’offerta economicamente più vantaggiosa, 2) il divieto di appalto integrato, 3) il limite del 30% al subappalto, 4) la cancellazione dell’incentivo del 2% ai progettisti interni alla Pubblica Amministrazione. Il Ministro Delrio punta a ridurre al minimo l’uso del massimo ribasso. I decreti attuativi arriveranno prima dell’estate e non ci saranno vuoti normativi. Il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ha dichiarato: “Abbiamo compiuto uno sforzo di semplificazione mai visto fino ad ora e scelto coscientemente di emanare atti attuativi in termini di soft law, come le linee guida dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), i decreti del Ministero e gli atti che vanno a chiarire, prima di tutto, i tempi. È vero che c’è una mole di decreti da chiarificare, ma sette linee guida dell’ANAC sono già state pubblicate, per la consultazione, sul sito Internet e altre tre arriveranno prestissimo”. La nuova disciplina introdotta dal Nuovo Codice Appalti sta creando un discreto numero di problematiche procedurali, dando vita ad un vero e proprio stallo iniziato lo scorso 20 aprile in corrispondenza dell’entrata in vigore delle nuove norme. Accade infatti che il mercato dei lavori pubblici continui a rimanere “a corto” di nuove procedure: di conseguenza le imprese edili che lavorano con la Pubblica Amministrazione si trovano a confrontarsi quindi con un vuoto assoluto di iniziative aperte alla libera concorrenza. In un’ottica complessiva di gestione della materia degli appalti rivestono importanza le parole del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio in risposta alle polemiche (sollevate anche alle ANCE regionali) sui presunti ostacoli posti attraverso le nuove misure normative ai lavori pubblici in Italia. “Il nuovo codice dà fastidio a molti” afferma il ministro. “Ma prima qual era la situazione nei lavori pubblici? Corruzione, aumento di costi e tempi in corso d’opera, programmazione faraonica della legge obiettivo (che non ha prodotto alcuna accelerazione nelle grandi opere). Il nuovo codice serve a combattere tutto questo, dando centralità al progetto, alla legalità, alla qualificazione delle stazioni appaltanti e delle imprese; mettendo in gara solo il progetto esecutivo e valutando le offerte non al massimo ribasso. Che queste complesse novità avrebbero creato qualche problema è evidente. Certo, dovremo aiutare le amministrazioni ad applicare il nuovo Codice”.

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