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Codice Appalti, Assistal: ‘un testo rivoluzionario’


“Si chiude finalmente l’era delle aggiudicazioni con i ribassi anomali”. È il commento rilasciato dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice Appalti considerato “un testo rivoluzionario” da Angelo Carlini, Presidente di Assistal, Associazione Nazionale Costruttori di Impianti e dei Servizi di Efficienza Energetica – ESCo e Facility Management. L’Associazione ha espresso soddisfazione per l’obbligo di utilizzare l’offerta economicamente più vantaggiosa sopra il milione di euro. “La svolta nei criteri di aggiudicazione – ha affermato il presidente – rappresenta un nuovo punto di partenza – continua il Presidente – che permetterà di favorire criteri in grado di coniugare offerte tecniche ed economiche di alto livello”. Tra le novità più rilevanti, ha commentato Carlini, anche quelle relative alla quota di subappalto che non potrà superare il 30% dell’importo complessivo del contratto. “A ben guardare, il limite generalizzato del 30% al subappalto costituisce una vera e propria rivoluzione anche per ciò che attiene i criteri di qualificazione in sede di gara; rappresenta, di fatto, la cancellazione della categoria prevalente e la necessità che il concorrente dovrà essere qualificato per ciascuna singola opera prevista in contratto: finalmente si afferma la pari dignità tra gli operatori”.Assistal ha giudicato positiva anche la reintroduzione dell’anticipazione del 20% del prezzo nei confronti delle imprese. “un’anticipazione subordinata alla costituzione di una garanzia fideiussoria, che sarà corrisposta all’appaltatore in riferimento al valore stimato dell’appalto e che sarà erogata entro quindici giorni dall’effettivo inizio dei lavori”. Il Codice Appalti è entrato in vigore il 19 aprile 2016. Sono subito operativi il criterio di aggiudicazione con l’offerta economicamente più vantaggiosa, il divieto di appalto integrato, il limite del 30% al subappalto e la cancellazione dell’incentivo 2% ai progettisti interni alla Pubblica Amministrazione. Per altre norme, come la qualificazione di imprese e Stazioni Appaltanti e il dèbat public bisognerà attendere le linee guida dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) che faranno da base di riferimento per i decreti attuativi utili alla regolamentazione di dettaglio dei diversi settori.

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