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Il nuovo Codice Appalti sotto la lente dei progettisti


Cauzione a corredo dell’offerta, applicazione del decreto parametri, concorsi di progettazione, contratti sotto soglia e criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa nel nuovo Codice Appalti. Se ne è parlato durante una tavola rotonda organizzata da Fondazione Inarcassa, cui hanno preso parte anche Michele Corradino, consigliere dell’Autorità nazionale Anticorruzione (ANAC) ed esponenti del Consiglio nazionale degli Ingegneri (CNI) e del Consiglio nazionale degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnappc). Come evidenziato da Fondazione Inarcassa, molto spesso il nuovo Codice non tiene conto dei princìpi della legge delega, che avevano invece ottenuto un giudizio positivo. Secondo l’Anac, però, le linee guida che saranno emanate dopo l’approvazione del Codice potranno apportare degli aggiustamenti e risolvere molte criticità. In base al nuovo Codice Appalti, l’offerta è corredata da una garanzia fideiussoria di natura accessoria denominata “garanzia provvisoria” pari al 2% del prezzo base indicato nel bando. Nella riunione è stato affermato che si tratta di una previsione inutilmente gravosa, soprattutto per gli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria di importo inferiore alla soglia comunitaria (209mila euro).Nel nuovo Codice Appalti non c’è l’obbligo di determinare i compensi da porre a base di gara sulla scorta del Decreto parametri (DM 143/2013). Il testo prevede che il Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, approvi con proprio decreto le tabelle dei corrispettivi delle attività, che possono essere poi utilizzate dalle stazioni appaltanti. I professionisti hanno però ricordato che i criteri per la determinazione dei compensi sono stati fissati dal Decreto Parametri e che l’anno scorso l’Anac ha ribadito l’obbligo di rifarsi a quanto previsto dal DM. L’impostazione del nuovo Codice lascia invece troppa discrezionalità alle Stazioni Appaltanti e rischia di creare caos e contenziosi. I professionisti hanno segnalato che il concorso di progettazione doveva divenire uno degli strumenti cardine per gli affidamenti dei servizi di architettura e ingegneria, soprattutto per le opere di rilevante importanza sotto il profilo “architettonico, ambientale, paesaggistico, agronomico e forestale, storico-artistico, conservativo, nonché tecnologico”. I professionisti hanno chiesto che gli incarichi di progettazione siano obbligatoriamente affidati ai vincitori, mentre il nuovo Codice prevede solo la possibilità che questo avvenga. Diversamente, pensano i professionisti, ai vincitori dei concorsi di idee andrebbe assegnato solo un premio, non l’incarico. Il nuovo Codice prevede che i servizi di ingegneria e di architettura di importo inferiore alla soglia comunitaria (209mila euro) siano affidati con la trattativa privata. I professionisti hanno sempre sostenuto che si tratta di un tetto troppo alto, che sottrae alle gare il maggior numero degli affidamenti. Durante la riunione l’Anac ha chiarito che, in mancanza di una correzione nel Codice, le linee guida potranno rafforzare la trasparenza e rivedere il criterio della rotazione dei soggetti da invitare.Durante la riunione è emersa la necessità, più volte sollecitata dal mondo delle professioni, di tenere conto della peculiarità dei servizi di ingegneria e di architettura nella definizione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Il nuovo Codice tratta in modo unitario tutti gli appalti di servizi, mentre i professionisti tecnici avevano chiesto un capitolo dedicato esclusivamente ai servizi di progettazione. Dato che, per mancanza di tempo, questo non sarà possibile, sono state chieste correzioni in grado di considerare il pregio tecnico nella valutazione delle offerte.

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